martedì 18 febbraio 2014

Direttamente da Londra IZACCARIA con Margherita Volzone

Le novità sono oramai di casa .... anzi! Stavolta direi non proprio di casa ma pur sempre novità firmate IZACCARIA.


Prima notizia è che ci sposteremo oltre il confine, perchè se l'Italia resta pur sempre la patria dello stile in ogni settore, non è detto che tutto ciò che non sia firmato Made in Italy non susciti interesse e ammirazione. E allora.. ecco che IZaccaria vi condurranno tra quartieri, novità e stranezze dell'amatissima capitale londinese.


Proprio così!! Direttamente da Londra vivremo e vivrete l'atmosfera di questa città fantastica e a farci da guida sarà una figura già nota all'interno dello staff. Ultimamente assente per impegni lavorativi e sempre per gli stessi trasferitasi nel Regno Unito, ritorna la nostra " Terza M " Margherita Volzone Make Up Artist, già protagonista nelle precedenti edizioni del My Virtual Reality  accanto a Margherita Zaccaria e Marzia Carta e da quì " Le Tre M ".

Margherita sarà dunque la nostra super inviata che direttamente da Londra ci aggiornerà sulle nuove tendenze portandoci a spasso per strade e quartieri conosciuti o meno: Bond Street , Covent Garden, Notthing Hill , Carnaby Street ecc ecc....

 Alla ricerca del particolare più bizzarro, del colore in voga , degli outfit più stravaganti inizia un altro appuntamento sul nostro blog per chi come noi ama esplorare e per chi come noi ama la moda  senza subirla trovando sempre il modo di essere NO CONVENTIONAL !



martedì 4 febbraio 2014

Vi presentiamo Erika Moriconi per IZACCARIA MvR 2015

ERIKA MORICONI – designer di MINE

Oggi ho il piacere di presentarvi una ragazza straordinaria che ha saputo inseguire i suoi sogni e lottare per realizzarli: si chiama Erika Moriconi.


Ve la presento perché, oltre ad essere una designer di abiti e accessori eccezionale, sarà anche una delle protagoniste del My Virtual Reality 2015 che si svolgerà quest’estate. Vale davvero la pena conoscerla meglio perché, dietro al suo brand MINE, si nasconde un mondo assolutamente unico ed affascinante.


Per raccontarvi tutto però, devo fare un piccolo passo indietro nel tempo.
Fin da piccola Erika era una bambina con una sensibilità più spiccata rispetto ai suoi coetanei e l’unico modo attraverso il quale riusciva ad esprimere se stessa e la propria emotività era creare: pennelli, fogli bianchi, pezzi di legno da assemblare o stoffe da dipingere e drappeggiare, erano i suoi compagni di giochi e i suoi strumenti di comunicazione attraverso i quali trasformava i suoi sogni di bambina in creazioni gioiose e colorate. 



Creare per Erika ha sempre significato, anche una volta cresciuta, trasformare una parte di sé, quella più intima e vera, in oggetti concreti da donare al mondo. E questa diventò poi con il tempo la sua missione principale.
Amava i colori Erika, eppure sentiva di avere un’anima bianca e nera al tempo stesso, una dualità assoluta che, una volta cresciuta, trasferirà alle sue creazioni. Una dualità che forse la portava ad assomigliare un po’ a Pierrot. E fu proprio un Pierrot che le venne regalato all’età di 10 anni da un pittore un po’ pazzo, a diventare uno dei simboli del suo brand.
In realtà Erika fin da piccola aveva avuto davanti agli occhi l’esempio di sua nonna, una bravissima sarta che sapeva rendere felici le persone attraverso i suoi abiti. E fu proprio passando gli anni al suo fianco in quello che chiamava “lo stanzino delle meraviglie” che Erika sviluppò questa passione.
Passione che l’aveva spinta a lasciare Roma, all’ultimo anno di Istituto Europeo di Design, per laurearsi in fashion design a Milano dove realizzò la sua tesi in collaborazione con l’azienda Stone Island che la supportò nella ricerca di tessuti e lavorazioni. Erika scoprì così che amava l’avanguardia, la sperimentazione, insomma uscire fuori dai canoni classici dell’industria della moda e realizzare creazioni utilizzabili sì, ma simili ad opere d’arte. E fu qui che incontrò i primi problemi, perché il suo modo di creare era molto lontano dalla schiacciante logica aziendale in cui la moda non è arte, ma produttività e guadagni pianificati.
Decise dunque di abbandonare la logica e fredda realtà dell’industria per lanciarsi in una più simile al suo animo artistico e sensibile: fu così che Erika scoprì una realtà di atelier dove l’artigianalità la faceva da padrone e lì, finalmente, sentì di aver trovato la sua dimensione ideale.

Fu in quell’ambiente creativo e a misura di Erika che nacque la sua creatura, il suo progetto: MINE con cui finalmente riuscì a realizzare i suoi sogni di bambina, il suo obiettivo di vita e la sua prorompente creatività.
Come spiega Erika, il nome MINE nasce dalla fusione di due differenti termini: MY + NINE. Si tratta dell’unione di un termine intimo e che esprime senso di appartenenza (MY) e il termine NINE, ovvero il numero 9, corrispondente ai 9 mesi passati nel grembo materno e che secondo la filosofia taoista rappresenta il numero della perfezione e della vita. Insieme originano il termine MINE, simbolo dal cerchio perfetto della nostra vita che Erika ci racconta così:
“Indossando gli avvolgenti Cerchi Perfetti di MINE, desidero con tutto il cuore che ciascuno possa sentirsi coccolato, protetto e amato per il resto della vita…come lo fu inizialmente in quei primi nove mesi…”


Un brand decisamente particolare per una designer unica e straordinaria. Erika Moriconi, presto sulla passerella del My Virtual Reality 2015.
Stay tuned!


Claudia Giordano